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mercoledì 5 ottobre 2011

Amanda a Seattle, accoglienza da star. Foto

amanda-seattleDecine e decine di giornalisti di tutti i media americani, nazionali e locali, oltre alle grandi agenzie internazionali, hanno atteso accalcati per per ore all'aeroporto di Seattle il ritorno di Amanda Knox: e lei ha mostrato di non ha retto a tanta pressione.

Neutrini più veloci della luce: i fisici di Boston pensano sia un errore

Due fisici dichiarano che superando la velocità luce i dati dovrebbero essere diversi
neutrini-fisici_bostonTra i tanti articoli scritti a posteriori della scoperta dei neutrini più veloci della luce, uno di questi sembra smontare l'ipotesi della velocità superluminale. Due fisici della Boston University, Andrew Cohen e il premio Nobel Sheldon Glashow, hanno sottolineato come se veramente fosse stata superata la velocità della luce i dati ottenuti dall'esperimento Opera avrebbero dovuto essere diversi: in particolare, dei neutrini ftl ("faster than light", ovvero superluminali) avrebbero perso energia molto rapidamente durante il viaggio e Opera sarebbe stato in grado di rilevare solo quelli di energia inferiore a un limite determinato. Cohen e Glashow - che si rifanno solo alle leggi della fisica - fanno notare che una particella non può disintegrarsi dando come risultato una particella identica a se stessa più altre particelle, perché il risultato darebbe una massa o una energia maggiori dell'originale in violazione della legge di conservazione; un neutrino superluminale potrebbe invece decadere in un neutrino "normale", con una energia minore, e altre particelle cosa che succederebbe solo ai neutrini con una energia iniziale superiore a una certa soglia. Questi dunque non sarebbero sopravvissuti al viaggio dal Cern al Gran Sasso ma sarebbero decaduti dando luogo a neutrini a energia più bassa: Opera ha tuttavia rilevato una distribuzione delle energie inconsistente con questa situazione, ovvero anche neutrini ad alta energia che non avrebbero dovuto essere presenti. In base a questa sola deduzione teorica il risultato dell'esperimento viene ritenuto sicuramente falsato da un errore di misura - peraltro ancora da scoprire - ma Cohen e Glashow hanno auspicato comunque la ripetizione dell'esperimento in altri laboratori. Da quanto dichiarato sembra che i due fisici americani sottovalutino di molto i loro colleghi europei che non avrebbero preso in considerazione alcune regole alla base della fisica delle particelle e, presi dall'euforia, avrebbero anzitempo comunicato una notizia priva di fondamento perchè falsata da errori di misura.

mercoledì 13 luglio 2011

Rifiuti: sempre piu' cumuli a Napoli

Asia, conferiomenti diminuiti di 300 tonnellate su altri giorni

(ANSA) - NAPOLI, 13 LUG - Supera le duemila tonnellate la quantita' di rifiuti non raccolta per le strade di Napoli. Per la precisione, sono 2.150 le tonnellate in giacenza secondo quanto fa sapere l'Asia, azienda speciale del Comune di Napoli, addetta alla raccolta. Stamattina alle 9 erano state conferite in tutto 403 tonnellate, di cui 238 a Giugliano (sulle 650 programmate) e 164 a Tufino (su 350). Una diminuzione, spiega Raphael Rossi, presidente di Asia, 'di circa 300 tonnellate rispetto agli altri giorni'.

domenica 10 luglio 2011

Bimba bocciata in prima elementare

Il caso a Ischia. Genitori: ''E' stata maltrattata e noi siamo stati abbandonati, ricorreremo al Tar''

Una fila di bambini della prima elementare in un'immagine di archivioISCHIA (NAPOLI) - Ha solo 6 anni la piccola Assunta di Lacco Ameno (Ischia) bocciata in prima elementare, notizia che il quotidiano locale 'Il Golfo' pubblica oggi in prima pagina. I genitori della piccola Assunta protestano e la mamma Maria, dipendente di albergo, accusa, interpellata dall'Ansa: 'Nel primo quadrimestre ha avuto dei 5 e dei 6 in scienze, arte e religione e delle insufficienze in matematica ed italiano. La bambina - aggiunge la donna - ha dei problemi e deve essere aiutata ma e' la scuola che doveva assegnarci un'insegnante di sostegno. Sono andata spesso a protestare col dirigente - aggiunge Maria - perché ho visto che la bambina era stata abbandonata in fondo alla classe e ho sempre detto alle maestre che proprio perché la bambina aveva dei problemi dovevano metterla in prima fila, accanto a loro, non all'ultimo banco. Al dirigente scolastico ho anche raccontato dei disguidi personali con una delle maestre ma ciò - spiega ancora la donna - è accaduto perché ho sempre ritenuto che mi stessero maltrattando la bambina".

"Alla piccola - ricorda ancora la mamma - ho fatto fare una visita psicologica, ho preso l'appuntamento all'ASL e dopo un mese è stata visitata, ma la dottoressa che l'ha visitata ha detto che non ha trovato alcun problema. La scuola ci ha abbandonati - denuncia la donna - mi hanno detto che la piccola non sapeva tutte le lettere, tutti i numeri (e non vero perchè sa contare fino a 20) e non sapeva leggere bene, ma non ci hanno informati della possibile bocciatura. La cosa più triste - racconta ancora Maria - è stata quella di aver dovuto dire alla piccola la verità, quando ha chiesto 'papa' sono stata promossa?' Le abbiamo detto la verità ma io e mio marito ci siamo messi a piangere. Ora la piccola non vuole più andare a scuola, conclude Maria, che si è affidata ad un legale isolano per un ricorso al Tar''.

martedì 5 luglio 2011

Individuata cellula italiana di 'Anonymous'

Si tratta del gruppo di hacker che dallo scorso gennaio ha condotto numerosissimi attacchi informatici

Anonymous, il network di hacker protagonista degli attacchi contro i "nemici" di WikileaksROMA  - Sono stati identificati dalla Polizia di Stato il promotore ed alcuni esponenti di rilievo della cellula italiana di "anonymous", il gruppo hacker che dallo scorso gennaio ha organizzato e condotto numerosissimi attacchi informatici ai danni di siti web istituzionali e di aziende di rilevante interesse nazionale. Gli investigatori del Centro Nazionale Anticrimine Informatico - CNAIPIC - della Polizia delle Comunicazioni, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno denunciato 3 persone, di cui una minorenne, ed eseguito 32 perquisizioni su tutto il territorio nazionale ed 1 in Svizzera, nel Canton Ticino, con l'ausilio della Polizia Cantonale Ticinese. Ulteriori dettagli nel corso della conferenza stampa alle 10.45 presso gli uffici del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni a Roma in via Tuscolana n. 1558.

mercoledì 29 giugno 2011

'Denise fu nascosta in ristorante'

Pentito D'Assaro, circostanza mi fu riferita da mia ex moglie

(ANSA) - MARSALA, 29 GIU - 'Dopo essere stata rapita, e prima di essere trasferita a Palermo, Denise Pipitone fu portata al ristorante Lo Squalo di Mazara. Me lo disse la mia ex moglie, Rosalba Pulizzi'. Lo ha dichiarato il pluriomicida e pentito Giuseppe D'Assaro davanti al Tribunale di Marsala, nel processo per il sequestro della piccola, avvenuto a Mazara del Vallo nel 2004. Nel processo gli imputati sono Jessica Pulizzi, sorella (per parte di padre) della bambina rapita e il suo ex fidanzato Gaspare Ghaleb.

Crisi: Grecia, nuovi scontri ad Atene

A poche ore da voto parlamento su misure austerita'

(ANSA) - ATENE, 29 GIU - Nuovi scontri sono in corso ad Atene dove la polizia ha disperso con gas lacrimogeni una manifestazione, a poche ore dal cruciale voto parlamentare sulle misure di austerita' del governo greco. Lo rendono noto testimoni e giornalisti.

Dna su arma del delitto, forse non e' di Meredith

Conclusa la perizia: 'Possibili contaminazioni'

Il coltello sequestrato dalla poliziaPERUGIA  - Non è certo che sia di Meredith Kercher la traccia di dna trovata sul coltello ritenuto dagli inquirenti l'arma del delitto della studentessa inglese. Lo scrivono i periti genetico-forensi nominati dalla Corte d'Assise d'Appello di Perugia nel processo contro Amanda Knox e raffaele Sollecito.
Relativamente alla traccia di Meredith Kercher di Dna isolata dalla polizia Scientifica sul coltello considerato come l'arma del delitto, i periti della Corte di Perugia ritengono che "gli accertamenti tecnici effettuati non siano attendibili" perché "non sussistono elementi scientificamente probanti la natura ematica" della traccia stessa. Gli esperti poi, nella perizia di 145 pagine depositata oggi, spiegano che "dai tracciati elettroforetici esibiti si evince che il campione indicato con la lettera B (lama del coltello) era un campione low copy number e, in quanto tale, avrebbero dovuto essere applicate tutte le cautele indicate dalla comunità scientifica internazionale". Secondo i periti non essendo stato tenuto conto di questo "non si condividono le conclusioni circa la certa attribuzione del profilo rilevato sulla traccia B (lama del coltello) alla vittima Kercher Meredith Susanna Cara poiché il profilo genetico, così come ottenuto, appare inattendibile in quanto non supportato da procedimenti analitici scientificamente validati". I periti della Corte d'assise d'appello si Perugia concordano invece "con le conclusioni cui è giunta la CT circa l'attribuzione del profilo genetico ottenuto da tale campionatura a Knox Amanda Marie".

"Non si può escludere che i risultati ottenuti possano derivare da fenomeni di contaminazione ambientale e/o di contaminazione verificatasi in una qualunque fase della repertazione e/o manipolazione" del reperto: così i periti nella parte di perizia generica relativa al gancetto di reggiseno indossato da Meredith Kercher quando venne uccisa.
Relativamente al reperto 165 b gancetto di reggiseno, i periti ritengono che gli accertamenti tecnici "non siano attendibili" perché "non sussistono elementi scientificamente probanti la presenza di presunte cellule di sfaldamento sul reperto". "Vi è stata - si legge ancora nella perizia - una erronea interpretazione del tracciato elettroforetico degli Strsautosonici; vi è stata una erronea interpretazione del tracciato elettroforetico relativo al cromosoma Y".

Sottolineano che "non sono state seguite le procedure internazionali di sopralluogo e di protocollo internazionali di raccolta e campionamento del reperto" i periti della Corte d'assise d'appello di Perugia incaricati di esaminare le tracce di dna sul coltello considerato dall'accusa l'arma del delitto e sul gancetto di reggiseno indossato da Meredith Kercher quando venne uccisa. Lo si legge nelle conclusioni dell'elaborato depositato oggi nell'ambito del processo d'appello a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox che stanno scontando 25 e 26 anni di reclusione per il delitto al quale si proclamano comunque estranei.

martedì 28 giugno 2011

Strage di Gela, il vicino confessa gli omicidi: “Violavano la proprietà, dovevano morire”

Strage di Gela, confessa il vicinoLa strage di Butera, vicino Gela, ha avuto come movente il mancato rispetto dei confini della proprietà. Filippo Militano, la moglie Giuseppa Carlino e il figlio Salvatore di 13 anni sono stati sterminati dal vicino, Giuseppe Centorbi. Il 40enne ha confessato gli omicidi motivandoli così: “Continuavano a introdursi nella mia proprietà, per questo dovevano morire”. Il 40enne è stato fermato due giorni fa ed è stato subito il maggiore sospettato. Ieri, dopo un’ora e mezza di interrogatorio, ha confessato tutto.
Non ne poteva più delle continue invasioni dei vicini nei suoi terreni. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata quando, secondo lui, Filippo Militano sarebbe entrato in casa sua per rubargli delle chiavi.
 
Da lì la decisione di compiere la strage. Centorbi, in modo lucido e distaccato, ha raccontato di averla preparata nei dettagli due giorni prima di passare all’azione. Non è stato dunque un raptus di follia ma un omicidio premeditato.
 
Le cose sono andate diversamente da come gli inquirenti avevano sospettato all’inizio, e cioè che l’assassino avrebbe ucciso la donna e il figlio solo perché non aveva trovato in casa Militano, ucciso in seguito vicino al trattore.
 
Centorbi ha spiegato di aver progettato anche l’omicidio di Giuseppa e Salvatore e di averli uccisi dopo Filippo. Il contadino è stato infatti la prima vittima: è stato freddato con un colpo di pistola mentre preparava una barriera tagliafuoco tra le proprietà. Poi l’assassino è andato nella villetta e ha ucciso i suoi famigliari.

Denunciati tre cinesi a Milano: costringevano a lavorare 17 ore al giorno tre connazionali

È stato chiuso un laboratorio tessile a Milano e tre cinesi, i proprietari, sono stati denunciati per sfruttamento dell’immigrazione e della manodopera clandestina. A essere sfruttate, o meglio, ridotte in schiavitù, erano tre loro connazionali. Ai carabinieri , ai quali hanno denunciato esasperate la loro condizione, hanno raccontato di lavorare 17 ore al giorno, dalle nove di mattina alle due di notte, con tre pause in totale di soli quindici minuti. Le donne, tutte clandestine, lavoravano in nero e dormivano nel retro dello stanzone adibito a laboratorio in via Melchiorre Cesarotti, una traversa di via Padova.

Attacco hacker di Anonymous contro AgCom, promessa mantenuta!

attacco hacker agcomPromessa mantenuta, il sito ufficiale di Agcom è andato in down – e lo è attualmente – a causa di un attacco hacker vecchio stile, partito alle ore 21. Gli Anonymous e i simpatizzanti hanno infatti cliccato senza pietà sul portale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni come protesta contro la rimozione dei siti che violano il diritto d’autore. Normativa che dovrebbe diventare ufficiale dal 6 luglio prossimo. Il passaparola è stato fondamentale suisocial network, soprattutto su Twitter, dove #nowebcensure è salito rapidamente in vetta ai trend giornalieri.
 
Gli Anonymous non hanno gradito la nuova procedura veloce e spietata di rimozione di contenuti online, promossa dall’Agcom e, dopo aver dichiarato guerra, sono scesi in massa in battaglia portando subito a termine l’obiettivo. I pirati informatici sono sempre più al centro della cronaca: da GeoHot assunto da Facebook al prossimo scioglimento di LulzSec.

Fratelli uccisi, il racconto di Riccardo: "Volevo riconquistare Ilaria con l'aiuto di Gianluca"


La relazione tra i due era finita da un mese ma il giovane non si era rassegnato

 
Riccardo Bianchi voleva riconquistare Ilaria Palummieri, la sua ex fidanzata. Ma non riusciva, e per questo chiese la complicità al fratello di lei Gianluca. Ma qualcosa andò storto e il giovane uccise i due fratelli in quella notte maledetta tra mercoledì 22 e giovedì 23 giugno. Il fratello non gli diede l'aiuto che cercava, e fu così che decise l'orrenda vendetta.
Sarebbe questo il movente del terribile delitto di Riccardo Bianchi, secondo quanto racconta il "Corriere della Sera". "Pensavo solo a Ila, era un mese che pensavo solo a lei", ha raccontato ai magistrati. Il racconto, Riccardo lo ha fatto davanti a Cecilia Vassena, magistrato titolare dell'inchiesta, e al gip milanese Stefania Donadeo.

Intanto, in questura sono stati riascoltati i genitori di Riccardo, Massimo e Barbara Bianchi, e il padre delle due vittime, Giovanni.

Gli inquirenti ritengono che la confessione sia "credibile", ma queste ragioni non sarebbero considerate sufficienti a giustificare i due efferati omicidi.

Secondo quanto hanno detto gli amici dei due fratelli, la relazione con Riccardo era finita da un mese, ma lui non si era rassegnato. Mercoledì, l'uscita con il fratello Gianluca. Perché? Riccardo ha detto agli inquirenti: "Cercavo la complicità del fratello per riconquistare Ilaria".

Intanto, il padre dei due ragazzi sembra sia sull'orlo della disperazione. Non si vede da due giorni nell'appartamento di Bonola, dove vive. Raccontano che continua ad andare in giro senza meta, a bordo della sua moto. Gli amici dei due fratelli lo stanno cercando perché venerdì vogliono organizzare una fiaccolata in memoria di Ilaria e Gianluca nel quartiere di Baggio. Intanto, al palazzo dove i due fratelli vivevano, gli amici hanno portato lumini, fiori e peluche. Ma il cugino di Riccardo scrive online un messaggio agghiacciante: "La colpa è solo di Ilaria, quella ragazza ti ha rovinato"

Grecia: traduttori in piazza ad Atene

Indignati organizzano una squadra per informare il mondo

(ANSA) - ROMA, 28 GIU - Una "squadra di traduttori della piazza" per comunicare con il mondo e far arrivare ovunque "l'urlo disperato per un'Europa migliore". E' l'iniziativa degli 'indignati di Atene' che, nel giorno che dà il via al grande sciopero generale che bloccherà il paese per 48 ore, hanno contattato via email i media stranieri, informandoli che, grazie alla squadra messa in campo, troveranno tutte le informazioni sulla protesta in diverse lingue, italiano compreso, su diversi link che li riguardano.

domenica 26 giugno 2011

Carfagna-Mezzaroma sposi a Torre in Pietra

ROMA - Il ministro per le Pari Opportunita' Mara Carfagna e il
costruttore romano Marco Mezzaroma sono ufficialmente marito e
moglie. I due sposi hanno appena pronunciato il 'si'
sull'altare.
Carfagna-Mezzaroma sposi a Torre in PietraVESTITO IN PIZZO BRUGES E VELO LUNGO - Con l'arrivo della sposa
nella piccola cappella del Castello di Torre in Pietra,
addobbata di rose bianche all'esterno e all'interno, e'
cominciata la cerimonia nuziale di Mara Carfagna e Marco
Mezzaroma. Il ministro delle pari opportunita', come da
tradizione, e' stata accompagnata all'altare dal padre. L'abito
nuziale della sposa è stato disegnato da Pinella Passaro, sarta
salernitana che disegno' il vestito per il matrimonio della
madre. E' un abito bianco in pregiato mikado in seta con un
lunghissimo velo di tulle in seta ricamato lungo i bordi, con un
pizzo di Bruges, fatto arrivare appositamente dal Belgio.
Abbondante, ma non troppo, lo strascico di circa un metro e
mezzo. Il vestito, che lascia spalle e parte della schiena
scoperte, e' adornato con un lungo velo trasparente di tre metri
appoggiato sul capo e dal classico buquet di roselline bianche.
Total blu, invece, per lo sposo e i testimoni. La cerimonia e'
cominciata a alle 18.38 ed e' celebrata da padre Alfonso
Santoriello, padre spirituale del ministro.
APPELLO BERLUSCONI AI SUOI: E' MOMENTO UNITA' - Unita' e
coesione. E' questo, secondo quanto riferito da alcuni
partecipanti, l'appello che il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, ha rivolto ad alcuni ministri e parlamentari
presenti al matrimonio di Mara Carfagna e Marco Mezzaroma. Il
premier, forse guardando alla nuova settimana di 'passione' che
attende il governo, avrebbe quindi chiesto di mettere da parte
polemiche e distinguo dando dell'esecutivo e della maggioranza
un'immagine coesa. Questo, avrebbe detto, e' il momento di stare
uniti''.(
(di Agnese Malatesta)
ROMA - Una sposa tradizionale, in abito bianco, fra tanti amici
e parenti (circa 250) ed una festa che si annuncia più familiare
che mondana. E' con queste premesse che, nel tardo pomeriggio,
nel Castello di Torre in Pietra, nelle vicinanze di Roma, il
ministro per le pari opportunità Mara Carfagna si unirà in
matrimonio, con rito religioso, con il fidanzato Marco
Mezzaroma, costruttore romano. Un evento blindatissimo;
cerimonia e festa solo per gli invitati e rigorosamente chiusa
agli estranei, giornalisti compresi.
Testimoni per lei, il premier Silvio Berlusconi e il fratello
Gianrocco; per lui, due amici, Giuseppe De Mita (figlio di
Ciriaco) e Gianluca Pizzulli. Festeggeranno gli sposi
soprattutto amici e familiari. Ma anche qualche "collega" di
lei, ovviamente di governo (confermati per ora i ministri
Prestigiacomo, Meloni, Gelmini, Sacconi e Fitto); pochissimi i
politici attesi.
La sposa - colei che è stata definita come il più bel ministro
del mondo - indosserà un abito bianco realizzato dall'atelier
"Passaro" di Salerno, la sua città. Sempre al castello si terrà
poi la cena placee. Un matrimonio quindi di basso profilo
pubblico, sostengono i bene informati, organizzato come fosse
quello di "una persona qualsiasi", con tanto di lista di nozze
con semplici ed utili oggetti per la casa.
A poche ore dalla cerimonia al ministero della Carfagna, che ha
sede di fronte a Palazzo Chigi, niente farebbe pensare
all'emozionante evento; non girano confetti né si respira alcuna
aria particolare negli uffici e nei corridoi. Unica eccezione,
l'arrivo nei giorni scorsi della partecipazione di nozze ad ogni
dipendente.
Anche se un fatto privato, il matrimonio di Marco e Mara
riguarda pur sempre un esponente dell'esecutivo. Ed è così che
una concessione, sebbene l'unica, sarà data alla curiosità del
paese: la foto ufficiale degli sposi che sarà pubblicata, subito
dopo il sì, sul blog personale del ministro.
Mara Carfagna e Marco Mezzaroma sono fidanzati dal 2008. Il
ministro ha più volte dichiarato di volersi sposare e di voler
diventare presto mamma; desidera almeno due figli.
MUSSOLINI: CARFAGNA MINISTRUCCIA, DOVEVA INVITARE DEPUTATE - La
Carfagna? Una 'ministruccia' che ha commesso un errore politico
nell'invitare al suo matrimonio solo poche colleghe. E' il
parere di Alessandra Mussolini, deputata Pdl, che ieri è
intervenuta al programma di Radio2 'Un Giorno da Pecora'.
Mara Carfagna sposerà Marco Mezzaroma: lei è stata invitata?
"No, ma non mi interessa, doveva invitare tutte o nessuna". E
invece ha inviato le partecipazioni solo ad alcune parlamentari
del Pdl. "E infatti è proprio carina, un amoruccio, un Ministro
delle Pari Opportunità giusto".
E' una polemica, la sua? "Quando si manda una partecipazione, o
la si manda a tutte le deputate o a nessuna, sennò diventa
brutto e non di pari opportunità. Trovo che questo da un punto
di vista politico sia sbagliato". Non le sembra esagerato
chiederle di invitare tutto le parlamentari? "Non tutte, solo
quelle del Pdl, visto che lei è una 'ministruccia'".
Ministruccia? "Esatto, io la chiamo ministruccia".
La Lega vuole i ministeri al nord, lei è d'accordo? "Io glieli
darei tutti - replica Mussolini - basta che non ce ne ridanno
più indietro nessuno". Cosa è successo in Parlamento tra Di
Pietro e Berlusconi? "E' stato un colpo di fulmine". E chi è che
si è 'innamorato' dell'altro? "Ma tutti e due: si sono guardati
negli occhi, si sono piaciuti. E si sono parlati, finalmente,
invece di guardarsi sempre in cagnesco". Cosa ne pensa del
ministro Prestigiacomo che ha definito poco intelligente Silvio
Berlusconi? "Una persona che al telefono definisce così il
Premier, è lei poco intelligente". Lei ha paragonato il
neo-sindaco di Napoli Luigi De Magistris ad Antonio Banderas.
Perché? "Perché è uno belloccetto, aitantuccio". Si spieghi
meglio. "Quando passava ho sentito donne che dicevano 'guarda
che bello', quindi lui piace molto. E' un tipo mediterraneo, per
questo ha infinocchiato qualcuno".

mercoledì 22 giugno 2011

Falsi invalidi, 20 arresti a Napoli

Sono accusati di una truffa all'Inps da oltre 1,1 milioni di euro

NAPOLI  - I militari del comando provinciale dei carabinieri e del comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito su delega della Procura di Napoli - sezione reati contro la Pubblica Amministrazione - misure cautelari personali e patrimoniali nei confronti di 20 falsi invalidi. Si tratta di ulteriore sviluppo delle attività investigative che finora hanno portato all'arresto ad opera dei carabinieri di 131 persone ed al sequestro di beni per alcuni milioni di euro. 
Le indagini hanno riguardato un'associazione per delinquere dedita alla produzione e falsificazione della documentazione sanitaria necessaria a far ottenere pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento a persone che non ne avevano alcun titolo. Dal 2004 ad oggi, le persone nei cui confronti i finanzieri e i carabinieri stanno eseguendo le misure, sono accusati di aver truffato all'INPS complessivamente oltre 1.100.000 euro.

martedì 21 giugno 2011

Famiglia sterminata nel Nisseno

Uccisi genitori e figlio di 13 anni


GELA (CALTANISSETTA) - Una intera famiglia sterminata a colpi d'arma da fuoco nel nisseno. I sicari hanno ucciso una donna di 45 anni, il figlio di 13 anni e il marito di 48 anni. I corpi della madre e del ragazzino sono stati trovati in una casa rurale di contrada Desusino a circa 15 km da Gela. L'uomo é stato ucciso mentre era sul trattore che si è ribaltato. Le vittime sono state assassinate con vari colpi alla testa. La famiglia sarebbe originaria di Licata.
I carabinieri inizialmente avevano scoperto nel casolare solo i corpi della donna e del ragazzo. Successivamente, nel corso di una perlustrazione nelle campagne circostanti, hanno individuato anche il cadavere del capo famiglia che secondo gli investigatori sarebbe stato il vero obiettivo dei sicari. La dinamica dell'agguato lascia pensare a un vero e proprio raid punitivo. I killer hanno fatto prima irruzione nella casa rurale, uccidendo la madre e il figlio rispettivamente con sei e cinque colpi di pistola. Poi sono andati alla ricerca dell'uomo, che stava arando il suo terreno con un trattore. Alla vista dei sicari l'agricoltore forse ha tentato la fuga, ma il mezzo si è ribaltato e l'uomo è stato raggiunto e crivellato di colpi.
articolo pubblicato da ansa

Russia, aereo su autostrada: 44 morti

Atterraggio d'emergenza finisce in tragedia


MOSCA - Almeno 44 persone hanno perso la vita e solo otto sono sopravissute, sette delle quali in gravissime condizioni, su un aereo passeggeri con 52 persone a bordo (43 passeggeri e 9 membri di equipaggio) che si è schiantato su una strada in fase di atterraggio, nella nebbia e in piena notte, nella repubblica di Carelia, nel nord-ovest della Russia, vicino al confine con la Finlandia.
Il velivolo, un bireattore Tupolev Tu-134 della compagnia RusAir proveniente da Mosca e diretto al vicinissimo aeroporto di Petrozavodsk, nell'impatto con la strada è andato in pezzi. Alcuni passanti hanno prestato soccorso come potevano ad alcuni dei passeggeri, sparpagliati sull'asfalto, riuscendo a portarne in salvo qualcun prima che la carcassa del velivolo esplodesse fra le fiamme.
Dell'equipaggio è viva solo una hostess e fa i sopravissuti anche due fratellini, Anton a Anastasia, di 9 e 14 anni, sono fra i sopravissuti e sono ricoverati in ospedale in gravi condizioni e - tragedia nella tragedia - un loro zio che li aspettava è stato colto da infarto nell'assistere all' incidente. Lo schianto è avvenuto alle 23:40 locali a poche centinaia di metri dalla pista di atterraggio. Stamani il vicepremier russo, Serghei Ivanov, ha detto che si tratta con ogni probabilità di un errore del pilota.
"Dai primi dati esterni (in attesa del responso delle scatole nere, recuperate, ndr) appare chiaro l'errore del pilota, che in cattive condizioni meteorologiche ha virato verso destra e nella nebbia ha cercato la pista d'atterraggio visivamente fino all'ultimo secondo, senza trovarla", ha detto Ivanov, che ha la delega per l'industria aeronautica russa.
A quanto risulta da una prima ricostruzione, il Tupolev è uscito dalla traiettoria di atterraggio e ha compiuto almeno un giro in aria per via della scarsa visibilità (nebbia). Ma all'ordine della torre di controllo di Petrozavodsk di compiere un altro giro, l'aereo, troppo basso, avrebbe urtato dei cavi dell'alta tensione e le cime degli alberi, evitando di poco alcuni edifici, prima di cadere di schianto sulla strada. Non è ancora chiaro se vi siano vittime fra gli automobilisti, ma la tv russa ha mostrato l'immagine un'auto della polizia schiacciata sotto la fusoliera e i corpi di vari passeggeri sparsi sull'asfalto.
Dei testimoni, passanti, hanno raccontato alla televisione di aver tentato di soccorrere i passeggeri: "La scena era terribile, e abbiamo cominciato a salvare le vittime. Abbiamo portato via alcune persone che erano in mezzo alla carreggiata.
Una mi ha afferrato al braccio, ma non ho fatto in tempo a salvarla: tutto intorno a me ha cominciato a esplodere, non potevo più avvicinarmi, bruciava dappertutto", racconta alla tv Viesti un uomo sulla quarantina. Fra le vittime, quasi tutte russe, anche alcuni stranieri: uno svedese, un olandese, due ucraini e una famiglia di quattro con doppia cittadinanza russa e statunitense.
Il Tupolev 134 che si è schiantato, si è appreso, era in servizio da 31 anni, dai tempi dell'Unione sovietica. Su un altro Tupolev, sul più grande Tu-154, nell'aprile del 2010 si schiantò a Smolensk, sempre in Russia, l'allora presidente polacco, Lech Kaczynski, sua moglie e altre 94 persone di una delegazione ufficiale polacca che stava recandosi a rendere omaggio agli ufficiali polacchi fatti trucidare da Stalin nel 1940 a Katyn. Secondo il vicerpemier Ivanov, ci sono delle analogie fra i due incidenti.

Marito Melania indagato per omicidio volontario

Notificato avviso di garanzia, resta libero. Salvatore Parolisi: 'Mi sento tranquillo'

ASCOLI PICENO - A due mesi dall'omicidio di Melania Rea, la mamma di 29 anni di Somma Vesuviana scomparsa il 18 aprile scorso da Colle San Marco ad Ascoli Piceno, e ritrovata cadavere il 20 aprile, nel bosco di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo), la svolta nelle indagini: il marito, Salvatore Parolisi, 30 anni, caporalmaggiore dell'Esercito in servizio come istruttore al 235/o Rav Piceno di Ascoli Piceno, é indagato dalla procura ascolana per omicidio volontario.
L'uomo, che finora era parte offesa nelle indagini, ha ricevuto stamani in Campania, dove si trova in licenza, la notifica dell'iscrizione nel registro degli indagati. Venerdì verrà interrogato dai magistrati ad Ascoli. In tre lunghi interrogatori precedenti Parolisi aveva sempre respinto ogni sospetto.
"Ho tradito Melania", ha detto agli inquirenti e ripetuto in tv, dopo la scoperta di una sua relazione con una ex allieva del Rav, Ludovica, e di altri flirt minori, "ma non l'ho ammazzata". Il caporalmaggiore ha sempre sostenuto che nel pomeriggio del 18 aprile lui, la moglie e la figlioletta di 18 mesi, Vittoria, erano andati a Colle San Marco per una passeggiata, in attesa di partire il giorno dopo per le vacanze di Pasqua in Campania, la loro regione d'origine.
Poi, così aveva raccontato, la donna si era allontanata per andare in bagno e da quel momento era svanita nel nulla. Fino al ritrovamento del 20 aprile, nel bosco delle Casermette, a pochi chilometri di distanza, il corpo martoriato da una trentina di coltellate (alcune delle quali, come un taglio a forma di svastica, inferte dopo il decesso), i pantaloni abbassati, ma nessun segno di violenza sessuale. "Me l'hanno presa, l'hanno presa", erano state le prime parole di Parolisi durante le ricerche della moglie, come a lasciar intendere che qualcuno l'avesse rapita.
Ma il racconto del caporalmaggiore non ha mai convinto gli investigatori. Nessun testimone ha visto con certezza la famigliola sul pianoro di San Marco, e le contraddizioni e le bugie del militare (ultimo episodio, l'essersi disfatto del cellulare segreto con cui telefonava a Ludovica) hanno contribuito ad aggravare la sua posizione.
Decisivi, verosimilmente, anche i rilievi sul centinaio di reperti sequestrati dai carabinieri del Ris sul luogo del delitto, i controlli dei tabulati telefonici condotti dal Ros, e l'accertamento autoptico sul cadavere di Melania.
SARA' INTERROGATO VENERDI' DA PM ASCOLI - Salvatore Parolisi sarà interrogato venerdì pomeriggio, negli uffici della procura della Repubblica di Ascoli Piceno, alla presenza dei suoi avvocati. Un primo faccia a faccia con i pm, nella nuova veste di indagato per l'omicidio volontario della moglie, Melania Rea, e non più di parte offesa, come nei tre precedenti interrogatori, durati in totale oltre 23 ore. Stando a quanto si è appreso, i magistrati inquirenti aspettano ancora la relazione finale sul doppio esame autoptico che il medico legale Adriano Tagliabracci ha condotto sul cadavere di Melania, e anche alcuni dei risultati degli accertamenti tecnici dei Ris e del Ros. Ma la sensazione è che chi indaga abbia già in mano alcune carte importanti per definire la posizione di Parolisi, e soprattutto una serie di testimonianze che smentiscono il suo racconto sulla presenza con moglie e figlia a Colle San Marco nel primo pomeriggio del 18 aprile, quando la donna sarebbe scomparsa. Nell'invito a comparire notificato stamani dai carabinieri al militare a Frattamaggiore, è indicato soltanto che l'uomo risulta indagato per l'omicidio volontario della moglie. (
PAROLISI: MI SENTO TRANQUILLO - "Mi sento tranquillo", così Salvatore Parolisi a uno dei suoi difensori dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per l'omicidio della moglie, Melania Rea. L'uomo sta trascorrendo questi giorni a Frattaminore, insieme alla figlia. Con i suoi legali aveva più volte ribadito che lui col delitto non c'entrava nulla. Oggi "si è limitato a ripetere che si sente tranquillo", ha spiegato uno dei suoi legali, l'avvocato Walter Biscotti. L'avvocato Biscotti ha detto che nei prossimi giorni lui e l'altro difensore, Nicodemo Gentile, incontreranno Parolisi. "Attualmente - ha spiegato - non abbiamo in mano alcun atto ufficiale e quindi non sappiamo perché Parolisi sia stato indagato. Abbiamo solo appreso che nei prossimi giorni dovrà presentarsi in caserma per ritirare un atto".
FAMIGLIA SI COSTITUISCE PARTE CIVILE - La famiglia di Melania Rea si costituisce parte civile nell'inchiesta sull'omicidio della donna. Ieri il fratello Michele è stato ad Ascoli Piceno, per affidare l'incarico all'avv. Mauro Giommi, che domani raccoglierà anche la costituzione in giudizio dei genitori di Melania, Gennaro e Vittoria. I familiari nomineranno anche un consulente medico legale. Nella giornata di ieri, a due mesi esatti dal ritrovamento del cadavere di Melania nel bosco delle Casermette, il fratello e lo zio Rino si sono recati in quel luogo a deporre un mazzo di fiori.
PAPA' DI MELANIA: 'SORPRESO NON ME L'ASPETTAVO' - "Sono sorpreso, non me l'aspettavo". Gennaro Rea, il papà di Melania, raggiunto telefonicamente dall'ANSA, commenta con pochissime parole l'iscrizione nel registro degli indagati di Salvatore Parolisi con l'accusa di omicidio volontario per la morte della figlia. "Lo ho appena saputo dalla stampa - dice Gennaro Rea - aspetto di sentire gli inquirenti, aspetto di capire". In questi mesi, Salvatore Parolisi ha sempre frequentato la casa dei Rea, soprattutto per la piccola Vittoria, accudita essenzialmente dai nonni Rea. A chi chiede a Gennaro se oggi ancora crede all'innocenza di Salvatore, risponde: "A questo punto non so più niente".
MAMMA SALVATORE: 'CREDO NELLA SUA INNOCENZA' - "Una brutta notizia ma io credo nell'innocenza di mio figlio". Vittoria Parolisi, la mamma di Salvatore, apprende dall'Ansa la notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati del figlio con l'accusa di omicidio volontario per la morte della moglie Melania. La signora Vittoria resta in silenzio quando le viene comunicata la notizia. Poi lei, da sempre riservata sull'argomento, si limita a dire: "E' una brutta notizia". Salvatore lo definisce "tranquillo" in questi giorni. "E' uscito qualche ora fa, da solo - dice - la bimba è a casa dei nonni Rea. Non so dove sia andato. So che qui nessuno ci ha detto dell'iscrizione nel registro degli indagati. Non sapevamo nulla".

mercoledì 15 giugno 2011

Video hard, chiesto risarcimento a prof

LECCE, 15 GIU - I genitori di uno studente hanno chiesto un risarcimento di 250 mila euro a una professoressa di matematica che aveva compiuto atti sessuali con alunni minorenni. L'insegnante, che patteggio' la pena di 2 anni, venne filmata dagli studenti mentre si faceva palpeggiare durante di lezione. I genitori del minorenne, che hanno citato in giudizio l'insegnante, ritengono che il figlio abbia subito un danno. La richiesta di risarcimento riguarda anche l'istituto scolastico, privato.

Rilevato Dna assassino, tracce su un indumento


ERGAMO - E' stato individuato il dna dell'assassino di Yara Gambirasio, la ragazzina di 13 anni scomparsa il 26 novembre scorso a Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo, e trovata morta tre mesi dopo. A quanto si apprende, sul corpo di Yara sono stati trovati quattro diversi profili genetici ma soltanto uno - rilevato su un indumento - viene considerato dagli investigatori "altamente indiziario". Si tratta di una traccia di dna maschile ed è considerata significativa in quanto, sottolineano fonti qualificate, non suscettibile di contaminazione casuale, a differenza degli altri tre.
Oltre a quello dell'assassino, sul corpo e sugli indumenti di Yara ci sono altri tre profili di Dna: due, uno maschile e uno femminile, sono sul guanto della tredicenne e uno è invece sul giubbotto della vittima. In questo caso si tratta di una traccia di dna misto ed appartiene a Yara e ad una delle istruttrici di ginnastica ritmica, completamente estranea all'omicidio. Al momento gli investigatori hanno effettuato oltre 2.500 profili di dna ma tutti hanno dato esito negativo.