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mercoledì 5 ottobre 2011
Calcio: minacce a Rocchi,omonimo arbitro
(ANSA) - ROMA, 5 OTT - Si chiama Gianluca Rocchi, come l'arbitro di serie A fiorentino contestato per la direzione di Inter-Napoli. Ma lui e' solo un omonimo: ha 44 anni, abita a Limite sull'Arno, e' disoccupato, e ha denunciato di essere oggetto di insulti e minacce al telefono e di vivere nella paura. Proprio dopo il match di San Siro. ''Non e' la prima volta - confessa Rocchi - per questo mi informo sulle prestazioni dell'arbitro di Firenze, per capire se mi devo aspettare qualche telefonata di minaccia''.
Azzurri: Balotelli si ferma
Attaccante dolorante alla schiena dopo partitella di ieri
Azzurri: Rossi fiducioso, sto bene
Attaccante Villareal rassicura sulle sue condizioni
(ANSA) - FIRENZE, 5 OTT - Mentre sale la preoccupazione per Mario Balotelli, afflitto da mal di schiena e portato dallo staff medico azzurro ad effettuare esami specialistici, c'e' ottimismo per Giuseppe Rossi, uscito acciaccato dalla partitella di ieri in allenamento. L'attaccante del Villarreal ha lavorato in palestra poi quando e' uscito, camminando senza zoppicare, ha rassicurato tutti: ''Sto bene, e' il vecchio problema di Napoli'' ha detto, riferendosi a un infortunio di qualche settimana fa in campionato.
mercoledì 13 luglio 2011
Roma: inizia l'era americana
giovedì 7 luglio 2011
Zamparini: «Il Napoli mi ha chiesto Pastore»
Il presidente del Palermo ammette: «L'interesse del club è concreto: De Laurentiis me lo ha chiesto fino a venti giorni fa. Se dalla squadra azzurra andasse via uno dei tre lì davanti occorrerebbe una alternativa»NAPOLI, 7 luglio
«Il Napoli mi ha chiesto Pastore». A confermare l'interesse della società azzurra per l'argentino è il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini: «Non so se De Laurentiis punti ancora su Pastore perché non sento il presidente azzurro da una ventina di giorni - dice a Radio Crc - Domani vedrò il procuratore di Pastore e parlerò con lui. Penso però che l’interesse del Napoli su questo calciatore sia concreto perché me lo ha chiesto fino a venti giorni fa. Credo che l’interesse del presidente sia attuale anche perché se andasse via uno dei tre lì davanti occorrerebbe una alternativa. Il Milan non ha la precedenza su Pastore, rispetto al Napoli».
BOVO - Si è parlato anche di un interesse del Napoli per Bovo: «Nessuno me lo ha chiesto ma se me qualcuno dovesse essere interessato a lui sarei disposto a discutere».
BOVO - Si è parlato anche di un interesse del Napoli per Bovo: «Nessuno me lo ha chiesto ma se me qualcuno dovesse essere interessato a lui sarei disposto a discutere».
Riciclaggio: Cannavaro interrogato
Sentito come teste sullla societa' con i fratelli Iorio
Scudetto '06:Moratti, tifosi siano calmi
'Comportarsi come Facchetti, no a reazioni eccessive'
martedì 5 luglio 2011
Palazzi: «Per l'Inter era illecito sportivo»
Relazione durissima del Procuratore Federale della Figc sui nerazzurri nell'ambito di Calciopoli 2: «Anche l'Inter (alla quale è stato assegnato lo scudetto del 2006 revocato alla Juventus, ndr) violò l'articolo sull'illecito sportivo. Le condotte portate avanti per avere vantaggi in classifica. Alla prescrizione si può anche rinunciare»
ROMA, 4 luglio - L'Inter, alla quale è stato assegnato lo scudetto del 2006 revocato alla Juventus, violò l'articolo 6 del codice di giustizia sportiva, quello sugli illeciti. È questo il convincimento espresso dal procuratore federale, Stefano Palazzi, nelle conclusioni accluse al dispositivo sull'inchiesta aperta "non appena avuta notizia dei nuovi fatti emersi e dunque prima dell'esposto presentato dalla Juventus". "I fatti sono prescritti, ma alla prescrizione si può rinunciare", ribadisce il procuratore federale che poi passa la palla alla federazione, non senza però avere ammesso che nel procedimento successivo a calciopoli nel 2006 le sue richieste di "punizione ex articolo 6", furono derubricate dai giudici in "violazioni dell'articolo 1, quello sull' obbligo di lealtà".
Una "frequenza ed assiduità di contatti" tra presidenti e dirigenti arbitrali che rendono Calciopoli 2 del tutto analoga allo scandalo del 2006. È questa la conclusione a cui giunge nelle motivazioni del suo provvedimento il Procuratore federale Stefano Palazzi. Il quadro probatorio che emerge dalle nuove intercettazioni su Calciopoli è "consistente", e delinea - sostiene Palazzi nelle motivazioni - "una serie di condotte che sia pur con rilevanti diversità e variazioni di sfumatura, gradazione, intensità e connotazione, e in definitiva di gravità, appare omogenea a quelle già evidenziate dai precedenti procedimenti sportivi celebrati nell'ambito della cosiddetta Calciopoli".
Giacinto Facchetti, presidente dell'Inter all'epoca dei fatti, poi scomparso a settembre 2006, "aveva una fitta rete di rapporti, stabili e protratti nel tempo, con entrambi i designatori arbitrali, Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto, fra i cui scopi emerga tra l'altro il fine di condizionare il settore arbitrale". Lo scrive il procuratore federale Stefano Palazzi, nelle motivazione delle sue decisioni sulle nuove intercettazioni di Calciopoli. Palazzi nota come l'Inter "risulti essere l'unica società nei cui confronti possano, in ipotesi, derivare concrete conseguenze sul piano sportivo, anche se in via indiretta rispetto agli esiti del procedimento disciplinare". Questo perchè "è emersa l'esistenza di una rete consolidata di rapporti di natura non regolamentare diretti ad alterare i principi di terzietà, imparzialità e indipendenza del settore arbitrale".
PALAZZI SULL'INTER E SU FACCHETTI - «(....)Alla luce dei principi posti dalla decisione della CAF (CU 1\C del 14 luglio 2006), va rilevato che la condotta del Facchetti appare presentare notevoli e molteplici profili di rilievo disciplinare. In questa trattazione specifica della posizione del Facchetti, è appena il caso di rilevare che la società Internazionale F.C. di Milano, oltre che essere interessata da condotte tenute dal proprio Presidente che, ad avviso di questa Procura federale, presentano una notevole rilevanza disciplinare per gli elementi obiettivamente emergenti dalla documentazione acquisita al presente procedimento, risulta essere, inoltre, l'unica società nei cui confronti possano, in ipotesi, derivare concrete conseguenze sul piano sportivo, anche se in via indiretta rispetto agli esiti del procedimento disciplinare, come già anticipato nella premessa del presente provvedimento e come si specificherà anche in seguito. Dalle carte in esame e, in particolare, dalle conversazioni oggetto di intercettazione telefonica, emerge l'esistenza di una fitta rete di rapporti, stabili e protratti nel tempo, intercorsi fra il Presidente della società INTERNAZIONALE F.C., Giacinto FACCHETTI ed entrambi i designatori arbitrali, Paolo BERGAMO e Pierluigi PAIRETTO, fra i cui scopi emerge, fra l'altro, il fine di condizionare il settore arbitrale. 57 La suddetta finalità veniva perseguita sostanzialmente attraverso una frequente corrispondenza telefonica fra i soggetti menzionati, alla base della quale vi era un consolidato rapporto di amicizia, come evidenziato dal tenore particolarmente confidenziale delle conversazioni in atti (....)».
PALAZZI SU MORATTI - «(....) Alla luce dei principi posti dalla decisione della CAF (CU 1\C del 14 luglio 2006), va rilevato che anche la condotta dell'attuale Presidente dell'INTERNAZIONALE appare presentare profili di rilievo disciplinare, anche se di gravità decisamente inferiore rispetto a quella sopra esaminata dell'allora Presidente. Infatti, va rilevato che le conversazioni in esame attengono a temi introdotti principalmente dal BERGAMO e, in relazione ai quali, il MORA TII ha fornito giustificazioni idonee a sminuirne la rilevanza. In particolare, ha dichiarato di avere ritenuto le frasi pronunciate dal designatore come tentativi di accreditamento ma, nonostante la ragionevolezza di tale spiegazione, rimane il contrasto obiettivo fra il contenuto delle telefonate in parola e i principi di terzietà , autonomia ed indipendenza del settore arbitrale, cui anche i dirigenti delle società devono, ovviamente, concorrere. E l'avere accettato la conversazione su temi quali la "conferma di un clima di cordialità" di cui sanno solo gli interlocutori ovvero una richiesta di gradimento preventivo di una designazione diretta a cui segue la rassicurazione da parte del socio di riferimento che avrebbe salutato personalmente l'arbitro, integra, certamente, una condotta di rilievo disciplinare. Infine, non può non rilevarsi che lo stesso Moratti fosse comunque informato della circostanza che il Facchetti avesse contatti con i designatori, come emerge dalle telefonate commentate, nel corso delle quali è lo stesso Bergamo che rappresenta tale circostanza al suo interlocutore. Anche con riferimento alla posizione del Presidente MORA TII va ripetuto integralmente, e si deve qui ritenere per riportato, quanto osservato sulla pretesa convinzione di agire in presenza di una causa scriminante che, si ripete, questa Procura valuta insussistente. Ne consegue che la condotta del tesserato in esame, in considerazione dei temi trattati con il designatore e della frequenza dei contatti intercorsi, appare in violazione dell'art. 1 CGS vigente all'epoca dei fatti, sotto i molteplici profili indicati».
ROMA, 4 luglio - L'Inter, alla quale è stato assegnato lo scudetto del 2006 revocato alla Juventus, violò l'articolo 6 del codice di giustizia sportiva, quello sugli illeciti. È questo il convincimento espresso dal procuratore federale, Stefano Palazzi, nelle conclusioni accluse al dispositivo sull'inchiesta aperta "non appena avuta notizia dei nuovi fatti emersi e dunque prima dell'esposto presentato dalla Juventus". "I fatti sono prescritti, ma alla prescrizione si può rinunciare", ribadisce il procuratore federale che poi passa la palla alla federazione, non senza però avere ammesso che nel procedimento successivo a calciopoli nel 2006 le sue richieste di "punizione ex articolo 6", furono derubricate dai giudici in "violazioni dell'articolo 1, quello sull' obbligo di lealtà".
Una "frequenza ed assiduità di contatti" tra presidenti e dirigenti arbitrali che rendono Calciopoli 2 del tutto analoga allo scandalo del 2006. È questa la conclusione a cui giunge nelle motivazioni del suo provvedimento il Procuratore federale Stefano Palazzi. Il quadro probatorio che emerge dalle nuove intercettazioni su Calciopoli è "consistente", e delinea - sostiene Palazzi nelle motivazioni - "una serie di condotte che sia pur con rilevanti diversità e variazioni di sfumatura, gradazione, intensità e connotazione, e in definitiva di gravità, appare omogenea a quelle già evidenziate dai precedenti procedimenti sportivi celebrati nell'ambito della cosiddetta Calciopoli".
Giacinto Facchetti, presidente dell'Inter all'epoca dei fatti, poi scomparso a settembre 2006, "aveva una fitta rete di rapporti, stabili e protratti nel tempo, con entrambi i designatori arbitrali, Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto, fra i cui scopi emerga tra l'altro il fine di condizionare il settore arbitrale". Lo scrive il procuratore federale Stefano Palazzi, nelle motivazione delle sue decisioni sulle nuove intercettazioni di Calciopoli. Palazzi nota come l'Inter "risulti essere l'unica società nei cui confronti possano, in ipotesi, derivare concrete conseguenze sul piano sportivo, anche se in via indiretta rispetto agli esiti del procedimento disciplinare". Questo perchè "è emersa l'esistenza di una rete consolidata di rapporti di natura non regolamentare diretti ad alterare i principi di terzietà, imparzialità e indipendenza del settore arbitrale".
PALAZZI SULL'INTER E SU FACCHETTI - «(....)Alla luce dei principi posti dalla decisione della CAF (CU 1\C del 14 luglio 2006), va rilevato che la condotta del Facchetti appare presentare notevoli e molteplici profili di rilievo disciplinare. In questa trattazione specifica della posizione del Facchetti, è appena il caso di rilevare che la società Internazionale F.C. di Milano, oltre che essere interessata da condotte tenute dal proprio Presidente che, ad avviso di questa Procura federale, presentano una notevole rilevanza disciplinare per gli elementi obiettivamente emergenti dalla documentazione acquisita al presente procedimento, risulta essere, inoltre, l'unica società nei cui confronti possano, in ipotesi, derivare concrete conseguenze sul piano sportivo, anche se in via indiretta rispetto agli esiti del procedimento disciplinare, come già anticipato nella premessa del presente provvedimento e come si specificherà anche in seguito. Dalle carte in esame e, in particolare, dalle conversazioni oggetto di intercettazione telefonica, emerge l'esistenza di una fitta rete di rapporti, stabili e protratti nel tempo, intercorsi fra il Presidente della società INTERNAZIONALE F.C., Giacinto FACCHETTI ed entrambi i designatori arbitrali, Paolo BERGAMO e Pierluigi PAIRETTO, fra i cui scopi emerge, fra l'altro, il fine di condizionare il settore arbitrale. 57 La suddetta finalità veniva perseguita sostanzialmente attraverso una frequente corrispondenza telefonica fra i soggetti menzionati, alla base della quale vi era un consolidato rapporto di amicizia, come evidenziato dal tenore particolarmente confidenziale delle conversazioni in atti (....)».
PALAZZI SU MORATTI - «(....) Alla luce dei principi posti dalla decisione della CAF (CU 1\C del 14 luglio 2006), va rilevato che anche la condotta dell'attuale Presidente dell'INTERNAZIONALE appare presentare profili di rilievo disciplinare, anche se di gravità decisamente inferiore rispetto a quella sopra esaminata dell'allora Presidente. Infatti, va rilevato che le conversazioni in esame attengono a temi introdotti principalmente dal BERGAMO e, in relazione ai quali, il MORA TII ha fornito giustificazioni idonee a sminuirne la rilevanza. In particolare, ha dichiarato di avere ritenuto le frasi pronunciate dal designatore come tentativi di accreditamento ma, nonostante la ragionevolezza di tale spiegazione, rimane il contrasto obiettivo fra il contenuto delle telefonate in parola e i principi di terzietà , autonomia ed indipendenza del settore arbitrale, cui anche i dirigenti delle società devono, ovviamente, concorrere. E l'avere accettato la conversazione su temi quali la "conferma di un clima di cordialità" di cui sanno solo gli interlocutori ovvero una richiesta di gradimento preventivo di una designazione diretta a cui segue la rassicurazione da parte del socio di riferimento che avrebbe salutato personalmente l'arbitro, integra, certamente, una condotta di rilievo disciplinare. Infine, non può non rilevarsi che lo stesso Moratti fosse comunque informato della circostanza che il Facchetti avesse contatti con i designatori, come emerge dalle telefonate commentate, nel corso delle quali è lo stesso Bergamo che rappresenta tale circostanza al suo interlocutore. Anche con riferimento alla posizione del Presidente MORA TII va ripetuto integralmente, e si deve qui ritenere per riportato, quanto osservato sulla pretesa convinzione di agire in presenza di una causa scriminante che, si ripete, questa Procura valuta insussistente. Ne consegue che la condotta del tesserato in esame, in considerazione dei temi trattati con il designatore e della frequenza dei contatti intercorsi, appare in violazione dell'art. 1 CGS vigente all'epoca dei fatti, sotto i molteplici profili indicati».
mercoledì 29 giugno 2011
Champions: Bayern si prepara in Trentino
Ritiro a Riva dal 3 al 9 luglio, amichevole ad Arco con Qatar
Gino Pozzo: Sanchez? Con Barca si tratta
'La posizione attuale del giocatore non e' un ultimatum'
Gino Pozzo, figlio del patron dell'Udinese Giampaolo, ha fatto il punto sull'attaccante bianconero Sanchez. 'La posizione attuale di Sanchez non e' un ultimatum', ha spiegato Pozzo riferendosi alle frasi del giocatore che vorrebbe solo il Barca oppure restare a Udine. Pozzo ha poi confermato che per Sanchez ci sono solo club esteri.
Villas Boas: Chelsea e' 'Group One'
Nuovo tecnico si presenta: a Londra per vincere e divertire
'Non cerco solo i successi -ha aggiunto-: voglio ottenerli anche con gusto. Io un altro 'Special One'? Qui si dovrebbe dire che c'e' un 'Group One''.
martedì 28 giugno 2011
Zampa tifa Napoli: "10mila volte meglio del Milan, come squadra e città. Se DeLa vuole Pastore... Berlusconi non ha i soldi per Hamsik, preferisce le belle ragazze"
Il presidente del Palermo a tutto tondo: "Per Alvarez avevamo chiuso già a gennaio sulla base di 6milioni, ma adesso andrà all'Arsenal, ha già firmato".
Se quelli di Pastore ed Hamsik sono due dei nomi più caldi sul mercato, è altrettanto vero che Milan, Napoli ePalermo sono tra i tre club più attivi al momento. Un eventuale trasferimento di Hamsik in rossonero infatti, potrebbe scatenare un valzer che porterebbe Pastore al Napoli ed un mucchio di milioni nelle casse del Palermo.
A commentare tale ipotesi, ci ha pensato Maurizio Zamparini ai microfoni di Radio Kiss Kiss: "De Laurentiis cederebbe Hamsik solo per un'offerta indecente e in questo caso concordo con lui visto che anch'io aspetto una grande proposta per Pastore. Il Milan? Berlusconi non ha molti soldi, a lui piacciono più le donne dei calciatori... Credo che Pastore per il Napoli costi troppo, ma se De Laurentiis lo vuole me lo faccia sapere".
Zamparini vuole dare anche un consiglio ad Hamsik: "Forse mira ad un grande stipendio ma Napoli è diecimila volte meglio del Milan sia a livello di squadra che di città. Deve essere tutta una questione di soldi, credo che per Mazzarri fu la stessa cosa qualche settimana fa". Infine un accenno al mercato del Palermo: "Cassani lo darei più al Napoli che alla Lazio ma non me l'ha chiesto. Per Alvarez avevamo chiuso già a gennaio sulla base di 6milioni, ma adesso andrà all'Arsenal, ha già firmato".
Wimbledon: William e Kate in tribuna
Per tifare idolo di casa Andy Murray contro il francese Gasquet
Wimbledon, Nadal e Federer ai quarti
Battutti, entrambi in 4 set, Del Potro (Arg) e Youzhny (Rus)
Gasperini, orgoglioso allenare Inter
''Ora c'e' l'ambizione di fare una grande stagione''
De Laurentiis: per Hamsik fatevi avanti
mercoledì 22 giugno 2011
F1: Gp Europa, Alonso fiducioso
Non c'e' due senza tre, sottolinea lo spagnolo
(ANSA) - ROMA, 21 GIU - 'Il Gran Premio d'Europa l'ho gia' vinto due volte, quando la corsa si disputava al Nuerburgring: in Italia si dice 'non c'e' due senza tre'. E' un Fernando Alonso fiducioso quello che si appresta alla corsa di Valencia, domenica prossima. 'A dire il vero non sono mai stato troppo fortunato da quando questa gara si corre sul circuito cittadino di Valencia -ricorda pero' il pilota Ferrari -,in particolare lo scorso anno quando,nonostante una macchina molto competitiva, finii all'ottavo posto'.
Chelsea: Villas Boas nuovo tecnico
Firmato contratto triennale, comincera' a lavorare subito
Mundo deportivo: Bojan e' a Roma
Sanchez non gradisce Manchester City, vuole solo il Barcellona
Lazio: Zarate, voglio restare
Argentino: sto pensando solo a fare una grande stagione
(ANSA) - ROMA, 21 GIU - 'Non ho in programma di andare via dalla Lazio, ho 3 anni di contratto e voglio ancora fare bene con questa squadra'. Parola di Mauro Zarate. L'attaccante non vuole lasciare la Lazio e dice che se arrivasse un'offerta sara' Lotito a decidere. 'E' stato un gran campionato in cui non siamo arrivati all'obiettivo per pochissimo - ha aggiunto -. Nella prossima stagione l'obiettivo sara' quello di ripeterci, cercando di arrivare alla Champions. A livello personale voglio fare molto di piu''.
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